Panorami dell'immigrazione contemporanea

Gli Overstayers e i clandestini

La campagna mediatica contro gli immigrati clandestini offusca il vero fallimento delle politiche di contrasto dell’immigrazione irregolare. In Italia, il flusso maggiore di irregolari fa accesso in modo legale, spesso con visti turistici. Forse, l’azione di contrasto dell’immigrazione potrebbe concentrarsi maggiormente sulla lotta al lavoro nero e sulla ricerca di modalità di accesso regolare più eque.

Il 7 maggio 2009, 227 immigrati clandestini, oramai nelle acque territoriali italiane, non sono stati soccorsi e accompagnati nei centri di accoglienza di Lampedusa, ma per la prima volta sono stati rimpatriati in Libia.

L’evento, che non ha precedenti, ha fatto esultare il Ministro Maroni, che ha comunicato alla stampa siamo ad “una svolta nel contrasto all’immigrazione clandestina. Un risultato storico”, come se la collaborazione tra i libici e l’Italia fosse il preludio alla risoluzione dei problemi causati dall’immigrazione.

Senza entrare nel merito della scelta del governo italiano di verificare la presenza di immigrati che avessero diritto a una protezione internazionale, vorrei concentrare l’attenzione sugli ingressi irregolari.

La fondazione Ismu ha stimato che nel 2008 in Italia soggiornano circa 650.000 immigrati irregolari, un numero in crescita rispetto alla stima del 2007 di 349.000 irregolari. La cosa evidente è che gli ingressi irregolari, come gli sbarchi di clandestini che nel 2008 sono stati più di 30.000, continuano ad aumentare nonostante il rafforzamento delle politiche di repressione dell’immigrazione clandestina.

Un immigrato irregolare ha due possibili percorsi per accedere in Italia e più in generale nell’area Schengen:

  1. attraversando i confini territoriali o marittimi senza documenti o con documenti falsi;

oppure,

  1. può accedere con un visto regolare, spesso un visto per turismo, e poi rimanere in Italia dopo la scadenza del visto, questa tipologia di immigrato irregolare viene definito ‘overstayer”.

Tabella 1. Stranieri irregolarmente presenti in Italia secondo il canale di ingresso irregolare (in percentuale%).

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

Overstayers

59

61

51

75

67

60

64

Stranieri che hanno varcato fraudolentemente le frontiere

24

27

34

15

29

26

23

Clandestini sbarcati sulle coste italiane

17

12

15

10

4

14

13

Fonte: Ministero dell’Interno.

Con il “rapporto sulla criminalità in Italia del 2007” è lo stesso Ministero dell’Interno a porre in evidenza come più del 50% degli immigrati irregolari presenti sul territorio italiano sono overstayers inoltre si rileva che gli immigrati irregolari che sono entrati attraverso gli sbarchi clandestini sono inferiori al 15%.

Nonostante, il grande impegno delle forze di polizia nel controllare gli oltre 7400 miglia di coste e i circa 1958 km di confini terrestri condivisi con paesi Schengen e con la Svizzera, la maggior parte degli immigrati irregolari sono arrivati utilizzando un canale regolare.

Solo nel 2007, l’Italia ha rilasciato 760.376 visti turistici che corrispondo a più del 67% del complesso dei visti concessi. Il visto per turismo è un visto uniforme Schengen (VUS), e gli stati membri dell’Unione Europea hanno cercato negli anni di armonizzare le procedure per la concessione del VUS, introducendo le Istruzioni Consolari Comuni e la cooperazione consolare formale e informale, in tal modo hanno sviluppato dei metodi per comprendere l’effettiva propensione ad emigrare dei richiedenti i visti, purtroppo i dati che abbiamo a disposizione ci consentono di poter affermare che la politica comune sui visti non ha fermato i flussi di overstayers verso l’Italia.

A confermare l’inefficienza delle politiche di contrasto dell’immigrazione irregolare è la massima autorità in materia, ovvero il Prefetto Ronconi, direttore centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere, durante l’audizione al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, dell’11 marzo del 2009, nella quale si preannunciava anche la futura collaborazione con i libici. Il Prefetto afferma che “noi siamo colpiti dall’immagine mediatica degli sbarchi, ma l’immigrazione clandestina che passa attraverso le coste rappresenta il 10%, confermando poi i dati del Ministero dell’Interno “oltre il 50 per cento dell’immigrazione clandestina è rappresentato dai cosiddetti overstayers: persone che entrano in Italia con il visto di ingresso per motivo turistico”.

Il fenomeno dell’immigrazione irregolare si presenta molto più complesso di ciò che viene portato a conoscenza dell’opinione pubblica, l’azione di concentrare gli sforzi sui controlli alle frontiere, sulle espulsioni e sui respingimenti dei clandestini che affrontano interminabili ‘viaggi della speranza”, nasconde una verità incontrovertibile, ovvero, gli immigrati irregolari utilizzano le rotte marittime solo se si trovano in condizioni assolutamente disperate o se scappano da condizioni di violenza o guerra dei propri paesi; invece, la maggior parte degli irregolari cerca di ottenere un visto regolare oppure, se ci riesce, acquista documenti falsi, affrontando in entrambi i casi viaggi molto meno rischiosi.

Pertanto, una corretta gestione del fenomeno dell’immigrazione clandestina, potrebbe agire su due fronti:

  1. il primo dovrebbe essere quello di contrastare il lavoro nero, che costituisce il principale fattore di attrazione dell’immigrazione irregolare verso l’Italia. Le verifiche ispettive del Ministero del Lavoro ci confermano che nel solo 2007 intervenendo sui luoghi di lavoro sono stati individuati 3844 immigrati privi di permesso di soggiorno. L’intervento non dovrebbe riguardare esclusivamente l’immigrazione irregolare, ma dovrebbe essere indirizzato alla lotta all’economia informale che in Italia è oramai a livelli patologici;

  2. infine, piuttosto che concentrarsi sull’aspetto mediatico del fenomeno, il governo dovrebbe agire in modo concreto sulle modalità di ingresso degli immigrati, semplificando l’accesso in quei settori lavorativi, come l’assistenza domiciliare dove la manodopera immigrata è fondamentale, e non basarsi solamente sul sistema delle regolarizzazioni e sui decreti flussi che sostanzialmente sono delle regolarizzazioni. In tal modo si renderebbe più semplice l’accesso regolare e si eliminerebbero anche sacche di sfruttamento al limite della schiavitù.

Fonti

    • L. Einaudi, “Le politiche dell’immigrazione in Italia dell’unità ad oggi”, Einaudi, Torino, 2007

    • M.C. Chiuri, N. Coniglio e G. Ferri, “L’esercito degli invisibili. Aspetti economici dell’immigrazione clandestina”, Il Mulino, Bologna, 2008.

    • Istruzione Consolare Comune diretta alle rappresentanze diplomatiche e consolari di prima categoria del Consiglio (2005/C 326/01) del 22 dicembre 2005.

    • Annuari statistici del Ministero Affari Esteri, 2003 – 2008

    • E. Guild e D. Bigo, “Les pratiques quotidiennes de la coopération consulaire” in Cultures&Conflits n.49, “La mise à l’écart des étrangers. La logique du Visa Schengen”, http://www.conflits.org/index5962.html , Paris, 2003.

    • AA. VV., “Quattordicesimo rapporto sulle Migrazioni 2008” a cura della Fondazione ISMU, Franco Angeli, Milano 2008.

    • AA. VV., “Tredicesimo rapporto sulle Migrazioni 2007” a cura della Fondazione ISMU, Franco Angeli, Milano, 2007.

    • Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, “Rapporto annuale sull’attività di vigilanza in materia di lavoro e previdenziale”, anno 2007.

    • Ministero dell’Interno, “Rapporto sulla criminalità in Italia, analisi, prevenzione e contrasto”, 2007.

    • Audizione del Direttore centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere, Prefetto Rodolfo Ronconi presso il Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione,http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/bollet/200903/0311/html/30/frame.htm?campo=/_bicamerali/leg15/schengen/resoconti/leg16fr.htm

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