“20 marzo. Ore 00.01. È il caos, anzi la paralisi. I cantieri edili si fermano di colpo. Chiudono le fabbriche. Si freddano i forni a ciclo continuo nelle aziende di ceramica. Vuoti i mercati ortofrutticoli. Chiusi i ristoranti, alberghi e pizzerie. Tra le famiglie si scatena il panico: scompaiono badanti, colf e babysitter. È boom di ricoveri d’anziani e disabili negli ospedali. La sanità è in tilt. Si fermano i campionati di calcio, basket e pallavolo. Molte parrocchie restano senza preti. Tremano le casse dell’Inps. Nessuno se lo aspettava. “Blacks Out” – lo sciopero degli immigrati – avrebbe paralizzato il paese.”
Questa è la surreale immagine che traccia Valdimiro Polchi nel suo libro, “BLACKS OUT un giorno senza immigrati”. Cosa succederebbe se una mattina al nostro risveglio tutti i cittadini stranieri fossero spariti? Cosa ne sarebbe dell’economia italiana?
Tra finzione e realtà, Vladimiro Polchi approfitta di questo romanzo per condurci attraverso l’Italia multietnica che c’è, ma non si vede. Come troppo spesso accade la realtà è lì, davanti agli occhi, ma fatichiamo a riconoscerla. Si tratta dei circa 4 milioni di immigrati che vivono e lavorano in Italia, producono ricchezza economica, sociale e culturale, ma non trovano spazio sui giornali o nelle televisioni.
Questo libro suggerisce che, forse, l’unica soluzione per diventare visibili, sarebbe quella di scomparire. Questo hanno pensato anche gli organizzatori dello sciopero degli stranieri. Programmato per il 1° marzo, non ha avuto naturalmente l’effetto previsto dal libro, ma ha favorito la riflessione e il confronto sull’apporto dei lavoratori stranieri all’economia (e non solo) italiana. Vladimiro Polchi, che da anni lavora come giornalista e si occupa del fenomeno migratorio, utilizza questo libro per fornire al lettore interessanti spunti di riflessione, riportando interviste, storie di vita, inchieste e dati statistici.
Ci ricorda come il lavoro degli immigrati produca il 9,7% del Pil nazionale. I lavoratori stranieri risultano decisivi nei settori dell’agricoltura e pesca, edilizia, alberghi e ristoranti, dove rappresentano circa il 20 % della forza lavoro. In settori come il tessile, l’industria conciaria e meccanica la loro presenza si attesta invece sul 15%. In Italia una famiglia su dieci è badante-dipendente, secondo l’Istituto per la ricerca sociale nel 2008 lavoravano 774mila assistenti familiari.
Nel suo libro Vladimiro Polchi ci aiuta anche a superare stereotipi e luoghi comuni, presentando la complessità della realtà italiana, in cui se è vero che la maggior parte degli stranieri ricopre posizioni basse del mercato del lavoro, non si può ad esempio dimenticare come le imprese con titolare nato all’estero sono oltre 250mila e danno lavoro a oltre mezzo milione di persone.
Discorso a parte è poi quello del mondo dello sport, dove, per parlare solo di calcio, in serie A giocano oltre 200 giocatori stranieri.
Insomma, “BLACKS OUT” ha il pregio di tracciare, con poche e chiare pennellate, un quadro inequivocabile, da cui emerge che i cittadini stranieri rappresentano una componente strutturale e diffusa della società italiana.
Una domanda percorre tutto il libro, quali sono i motivi che li spingono a scioperare? Valentino Delle Donne, protagonista del romanzo, inseguirà per tutto il libro la risposta. Solo alla fine arriverà a scoprirlo, fra le righe della celebre frase dello scrittore svizzero Max Frisch “cercavamo solo braccia, sono arrivati uomini”.
“BLACKS OUT un giorno senza immigrati” di Vladimiro Polchi, Laterza, 2010