Panorami dell'immigrazione contemporanea

Reportage Lampedusa: giorno uno

Ma cosa succede, davvero, a Lampedusa? In queste settimane gli “sbarchi” hanno monopolizzato il dibattitto pubblico; il tono è purtroppo sempre lo stesso: l”invasione, la marea di disperati che sommerge questa perla del Mediterraneo. In pochi, soprattutto all”indomani della crisi libica, si sono interrogati su cosa stia succedendo nel Mediterraneo.  IF vi propone una testimonianza in presa diretta da Lampedusa. L”Associazione LIMEN – Oltre i Confini” e il Centro Astalli – Trento sono in questo momento sull”isola di Lampedusa per raccontare cosa sta realmente accadendo. Tra i volontari c”è anche Patrizia Toss, una delle fondatrici di IF. Patrizia, insieme a Emanuele Casapiccola e Massimiliano Vaccari, provano a fornirci chiarimenti sugli arrivi di migranti e rifugiati. Oggi il primo giorno del reportage. Buona lettura.

Martedì 12 aprile 2011

di Emanuele Casapiccola e Massimiliano Vaccari

1° giorno: arriviamo all’aeroporto di Lampedusa e siamo subito testimoni di una deportazione.

All’entrata ci sono 15 ragazzi Tunisini, accerchiati da 40 poliziotti in tenuta anti-sommossa.
C’è in corso un braccio di ferro, i poliziotti cercano di convincerli a montare sull’aereo che deve portarli a Tunisi. Viene detto loro che la destinazione è Milano e poi la Francia, così alcuni entrano nell’aeroporto. Altri restano fuori, ancora accerchiati protestano, piangono, uno mostra un foglio che dice essere un contratto di lavoro Norvegese. Dopo circa un’ora cedono anche loro e spariscono varcando la porta d’ingresso. All’operazione di convincimento partecipano anche dei mediatori culturali e il Vice-Console casino online Tunisino. Tutto si svolge senza violenza ma con dei momenti di tensione vibrante.
Non abbiamo capito quello i ragazzi Tunisini dicevano ma dai toni e dalle esclamazioni era chiaro che intuivano quello che gli stava succedendo.
Loro come noi, non riescono a capire perché non possano migrare regolarmente, come noi regolarmente possiamo andare da loro. Sono ragazzi della nostra età che lavorano per 200 euro al mese. I soldi che un turista spende in pochi giorni in Tunisia.
Un ragazzo di vent’anni avrà il diritto di chiedersi perché? O no?

Proseguiamo pochi metri in macchina e arriviamo al nostro alloggio, una casa in riva al mare. Entriamo, ci offrono un’insalata e vediamo dalla finestra una nave della compagnia Grandi Navi Veloci attraccata al porto e partita poche ore dopo, verso Catania, con a bordo 800 Tunisini.
Parliamo un po’ con la coppia di Lampedusani che ci ospita e ci raccontano che molti dei Tunisini passati di qua in questi giorni stanno già lavorando in Francia, in Italia o in Germania… chi come parrucchiere, chi in un ristorante, ogni uno il suo lavoro, ogni uno la sua storia. Sono scappati dai campeggi dove sono stati portati dopo Lampedusa.

A Lampedusa non abbiamo visto uno Stato di Diritto, cioè uno stato dove l’uso della forza è sottoposto alla legge condivisa. Si può essere in accordo o in disaccordo alle politiche governative, fatto sta che le azioni della forza pubblica devono essere sempre eseguite secondo la legge.
Il Testo Unico sull’Immigrazione, di cui la legge Bossi-Fini è parte, vieta le deportazioni di massa.
Conformemente alla Carta dei Diritti dell’Uomo, alla Convenzione di Ginevra e all’attuale Legislazione Europea in materia d’immigrazione, le Leggi Italiane consentono i rimpatri quando questi sono eseguiti attraverso una procedura amministrativo-giudiziaria siglata da un giudice. Ciò non sta avvenendo a Lampedusa, dove non esiste un Ufficio Giudiziario e dove non è stato inviato nessun magistrato a procedere con gli atti dovuti in nessuna delle quattro deportazioni avvenute in seguito all’accordo siglato tra il Governo Italiano e il Governo Tunisino in data 5 aprile. L’accordo non è ancora stato ratificato dalle camere e quindi non è pubblico e conoscibile nei suoi contenuti.
Le operazioni dello Stato Italiano a Lampedusa si stanno svolgendo solo attraverso ordini politici dell’esecutivo e quindi senza controllo.

La vita sull’isola procede in modo tranquillo e piacevole ora che i migranti sono stati trasferiti o deportati. Ci dicono che la popolazione è stata compatta nel chiedere la liberazione dell’isola dopo che molte prenotazioni estive sono state disdette. Una cattiva immagina dell’isola è stata data dai mass media, in particolare quando hanno descritto la presenza di 6000 persone, la quasi totalità Tunisini che hanno vissuto all’aperto con tutto quello che ne consegue.

Alle ore 20.00 assistiamo ad uno sbarco. I migranti sono portati via in poco tempo in pullman.

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