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	<title>Commenti per immigrationflows</title>
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	<description>Panorami dell&#039;immigrazione contemporanea</description>
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		<title>Commenti su Immigrationflows al Pop Up Hub di Rovereto di IMPRENDITORI IMMIGRATI: sempre più protagonisti dell’economia italiana &#124; immigrationflows</title>
		<link>http://immigrationflows.net/immigrationflows-al-pop-up-hub-di-rovereto/comment-page-1/#comment-70</link>
		<dc:creator>IMPRENDITORI IMMIGRATI: sempre più protagonisti dell’economia italiana &#124; immigrationflows</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 21:48:10 +0000</pubDate>
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		<description>[...] anche i cittadini stranieri protagonisti”, (http://immigrationflows.net/immigrationflows-al-pop-up-hub-di-rovereto/) questo è il titolo del dibattito che ImmigrationFlows ha organizzato lo scorso 24 aprile a [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] anche i cittadini stranieri protagonisti”, (<a href="http://immigrationflows.net/immigrationflows-al-pop-up-hub-di-rovereto/" rel="nofollow">http://immigrationflows.net/immigrationflows-al-pop-up-hub-di-rovereto/</a>) questo è il titolo del dibattito che ImmigrationFlows ha organizzato lo scorso 24 aprile a [...]</p>
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		<title>Commenti su E poi ci stupiamo se scioperano… di Ungiornosenza</title>
		<link>http://immigrationflows.net/e-poi-ci-stupiamo-se-scioperano%e2%80%a6/comment-page-1/#comment-68</link>
		<dc:creator>Ungiornosenza</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 09:37:25 +0000</pubDate>
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		<description>Ottimo sito, grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo sito, grazie</p>
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	</item>
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		<title>Commenti su &#8220;Rotte clandestine&#8221; di Passpartù 19: Migrazioni a fumetti &#171; Amisnet</title>
		<link>http://immigrationflows.net/rotteclandestine/comment-page-1/#comment-66</link>
		<dc:creator>Passpartù 19: Migrazioni a fumetti &#171; Amisnet</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 16:02:39 +0000</pubDate>
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		<description>[...] una dedicata al fumetto: dalla fine di gennaio e per ogni mese in questa pagina verrà pubblicato &#8220;Rotte clandestine&#8221;, un fumetto a puntate che ha proprio come scopo quello di sensibilizzare sul tema [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] una dedicata al fumetto: dalla fine di gennaio e per ogni mese in questa pagina verrà pubblicato &#8220;Rotte clandestine&#8221;, un fumetto a puntate che ha proprio come scopo quello di sensibilizzare sul tema [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su [Galleria] Bangla Accademy di Patrizia</title>
		<link>http://immigrationflows.net/bangla-accademy/comment-page-1/#comment-64</link>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 10:26:25 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti Mauro, 

sono delle foto molto belle ed espressive!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti Mauro, </p>
<p>sono delle foto molto belle ed espressive!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su &#8220;Rotte clandestine&#8221; di ABITARE LA TERRA! &#124; Trentinoweb</title>
		<link>http://immigrationflows.net/rotte-clandestine/comment-page-1/#comment-55</link>
		<dc:creator>ABITARE LA TERRA! &#124; Trentinoweb</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 15:19:53 +0000</pubDate>
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		<description>[...]  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...]  [...]</p>
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		<title>Commenti su &#8220;Rotte clandestine&#8221; di ABITARE LA TERRA! &#124; Trentinoweb</title>
		<link>http://immigrationflows.net/rotte-clandestine/comment-page-1/#comment-54</link>
		<dc:creator>ABITARE LA TERRA! &#124; Trentinoweb</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 15:19:53 +0000</pubDate>
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		<description>[...]  [...]</description>
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		<title>Commenti su Soggetti esclusi dalla regolarizzazione di Marianna Borroni</title>
		<link>http://immigrationflows.net/soggetti-esclusi-dalla-regolarizzazione/comment-page-1/#comment-51</link>
		<dc:creator>Marianna Borroni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 15:11:44 +0000</pubDate>
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		<description>Precisazione: 
Di recente, è stata diffusa dal Ministero dell’Interno una circolare (n. 1843 del 17 marzo scorso) che ha cercato di armonizzare le prassi nelle questure e prefetture delle varie province, specificando i motivi che si ritengono ostativi alla regolarizzazione nel caso di coloro che sono stati condannati per il reato previsto dall’art. 14 comma 5 ter distinguendo fra due situazioni:
 
a)Coloro che sono stati condannati perché avevano fatto ingresso illegalmente, hanno ricevuto l’ordine del questore e non lo hanno rispettato (qui è prevista la reclusione da 1 a 4 anni):  il ministero sostiene che in questo caso si rientri nell’ambito dell’art. 381 del c.p.p.

b)Coloro che sono stati condannati perché avevano fatto ingresso legalmente ma si sono trattenuti irregolarmente  - non hanno richiesto il rinnovo nei tempi o gli è stato rifiutato – e hanno ricevuto l’ordine del questore a lasciare il territorio ma non lo hanno rispettato (reclusione da 6 mesi ad 1 anno): il ministero esclude questi casi dall’ambito dell’art. 381 c.p.p e pertanto ammette in questi casi l’istanza di regolarizzazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Precisazione:<br />
Di recente, è stata diffusa dal Ministero dell’Interno una circolare (n. 1843 del 17 marzo scorso) che ha cercato di armonizzare le prassi nelle questure e prefetture delle varie province, specificando i motivi che si ritengono ostativi alla regolarizzazione nel caso di coloro che sono stati condannati per il reato previsto dall’art. 14 comma 5 ter distinguendo fra due situazioni:</p>
<p>a)Coloro che sono stati condannati perché avevano fatto ingresso illegalmente, hanno ricevuto l’ordine del questore e non lo hanno rispettato (qui è prevista la reclusione da 1 a 4 anni):  il ministero sostiene che in questo caso si rientri nell’ambito dell’art. 381 del c.p.p.</p>
<p>b)Coloro che sono stati condannati perché avevano fatto ingresso legalmente ma si sono trattenuti irregolarmente  &#8211; non hanno richiesto il rinnovo nei tempi o gli è stato rifiutato – e hanno ricevuto l’ordine del questore a lasciare il territorio ma non lo hanno rispettato (reclusione da 6 mesi ad 1 anno): il ministero esclude questi casi dall’ambito dell’art. 381 c.p.p e pertanto ammette in questi casi l’istanza di regolarizzazione.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Soggetti esclusi dalla regolarizzazione di Soggetti esclusi dalla regolarizzazione- immigrationflows</title>
		<link>http://immigrationflows.net/soggetti-esclusi-dalla-regolarizzazione/comment-page-1/#comment-50</link>
		<dc:creator>Soggetti esclusi dalla regolarizzazione- immigrationflows</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 22:11:13 +0000</pubDate>
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		<description>[...] http://immigrationflows.net/soggetti-esclusi-dalla-regolarizzazione/ [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] <a href="http://immigrationflows.net/soggetti-esclusi-dalla-regolarizzazione/" rel="nofollow">http://immigrationflows.net/soggetti-esclusi-dalla-regolarizzazione/</a> [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su &#8220;Rotte clandestine&#8221; di Marzia</title>
		<link>http://immigrationflows.net/rotteclandestine/comment-page-1/#comment-48</link>
		<dc:creator>Marzia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 10:30:41 +0000</pubDate>
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		<description>BRAVO SECCO !!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BRAVO SECCO !!!!!!!</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Rosarno di Patrizia</title>
		<link>http://immigrationflows.net/rosarno/comment-page-1/#comment-45</link>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 16:25:45 +0000</pubDate>
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		<description>Rosarno è ancora una situazione scottante. Nessuno ne vuole più parlare, ma si cerca di nasconderla sotto silenzio. 

Segnalo una lettera di Paolo Naso, redattore del programma Protestantesimo che denuncia una censura di un suo servizio su Rosarno.

_____________________________

Care amiche, cari amici,

vi scrivo a titolo personale per comunicarvi che il mio servizio televisivo intitolato &quot;Dopo Rosarno&quot; messo in palinsesto all&#039;interno della puntata di Protestantesimo (RAIDUE) di domenica 21 febbraio (repliche il 22 ed il 1 marzo), non andrà in onda.

La ragione è che l&#039;ufficio legale della RAI ha valutato il servizio in contrasto con la normativa vigente relativa alla programmazione televisiva nel corso della campagna elettorale. In particolare una norma ammonisce le rubriche non giornalistiche - Protestantesimo è rubrica religiosa - a non affrontare temi collegati o collegabili alla campagna elettorale.

Pertanto il mio servizio - a quanto mi dicono decisamente apprezzato per qualità giornalistica e capacità d&#039;inchiesta da parte della stessa direzione di rete non è andato in onda perché affrontava un tema &quot;politico&quot;.

Precisazioni di rito: nel programma non appariva alcun politico né alcun candidato ad alcuna carica; non esprimevo giudizi politici né su temi locali né nazionali. Semplicemente facevo parlare alcune persone e mostravo alcune immagini della realtà di Rosarno di oggi.

Ad esempio quelle delle ruspe della protezione civile che &quot;bonificavano&quot; - ed ancora una volta le parole sono pietre - l&#039;area dell&#039;ex Opera Sila dove negli ultimi anni si sono concentrati migliaia di immigrati. Le telecamere mostravano gli oggetti di vita quotidiana di migliaia di braccianti africani - quelli che la cronaca solitamente definisce &quot;clandestini&quot; - gettati dalle finestre e raccolti da una pale meccanica. Pezzi di vita dissacrati e gettati in una discarica insieme a mille speranze.

Mostravo anche le immagini della rivolta disperata seguita a due sparatorie che avevano portato in ospedale alcuni braccianti africani: li chiamerò così per restituire con il lessico quella dignità che la società e la politica hanno tolto loro. Brutte e tristi immagini di violenza, di chi non sa più distinguere tra il mafioso e la vittima della mafia, tra il rosarnese democratico e civile e quello che imbraccia il fucile per &quot;andare a sparare ai negri&quot;. Come in Alabama negli anni &#039;30 e &#039;40.

Inoltre raccoglievo delle testimonianze: quella del rosarnese furioso con i media per l&#039;immagine che avrebbero dato della sua città, che testimonia con Indulgenza razzista che in fin dei conti chi ha sparato lo ha fatto &quot;soltanto con fucili ad aria compressa, a pallini...&quot;.

Raccontavo ovviamente anche l&#039;altra Rosarno, quella che ha paura di se stessa. delle sue pulsioni razziste e violente e che prova a costruire un altro rapporto con i braccianti neri: Giuseppe ha una storia dolorosa alle spalle e, forse proprio per questo, ha tentato la strada del dialogo e dell&#039;amicizia con gli immigrati. &quot;Con loro ho vissuto il più bel capodanno della mia vita&quot; affermava di fronte alle telecamere. E mi mostra un video girato con il telefonino in cui balla, canta e prega in mezzo a centinaia di amici africani.

Raccontavo anche la solidarietà delle chiese evangeliche della Calabria e della Sicilia che seguivano gli africani quando erano a Rosarno e cercano di farlo ancora oggi mentre sono in temporanea diaspora: da Siracusa ad Amsterdam, da Roma a Bergamo.

Il documentario proponeva anche le considerazioni tecniche di una sindacalista e di un economista - Tonino Perna - i quali descrivevano il sistema di sfruttamento della manodopera immigrata: 20-25 euro al giorno al meglio, senza contributi né assicurazioni. Un sistema - spiegava Perna - che si potrebbe trasformare, come ad esempio è accaduto nella vicina Riace, costruendo cooperative di consumo, accorciando la filiera dei passaggi di intermediazione, migliorando il prodotto ed aprendo nuovi mercati.

Un&#039;altra Rosarno, insomma, è possibile. E &quot;dopo Rosarno&quot; non c&#039;è solo violenza e disperazione ma anche un impegno e una speranza. Lo spiegava con parole teologicamente molto intense il pastore Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. E proprio per questo il 17 febbraio, ricordando le libertà civili concesse da Carlo Alberto ai valdesi, gli evangelici italiani hanno riflettuto anche di Rosarno, di quello che è successo e del futuro che si può provare a costruire.

Non so che cosa questo c&#039;entri con le imminenti elezioni. Di Rosarno - ormai metafora de un&#039;Italia incapace di gestire le immigrazioni - nessuno vuole parlare. So che la rubrica cattolica &quot;A sua immagine&quot;, solo qualche giorno fa era incappata nella stessa norma ma alla fine, grazie a un intervento del Quirinale, il servizio era andato in onda ugualmente. Protestantesimo ovviamente non ha analoghi sostegni istituzionali.

Concludento: il mio servizio voleva buttare un piccolo fascio di luce su questa realtà. Ma nell&#039;Italia di oggi anche pochi minuti di una rubrica religiosa nascosta nelle pieghe più remote del palinsesto televisivo desta sospetti e si espone alle censure di chi controlla culturalmente e politicamente il sistema della comunicazione. Questa è l&#039;Italia di oggi. Ed allora meglio guardare Sanremo ed abbandonarsi alle nostalgie patriottico nazionalistiche di Emanuele Filiberto. E tra poco ricomincia l&#039;Isola dei famosi. Allegria! avrebbe detto il grande Mike.

Un caro saluto,

Paolo Naso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rosarno è ancora una situazione scottante. Nessuno ne vuole più parlare, ma si cerca di nasconderla sotto silenzio. </p>
<p>Segnalo una lettera di Paolo Naso, redattore del programma Protestantesimo che denuncia una censura di un suo servizio su Rosarno.</p>
<p>_____________________________</p>
<p>Care amiche, cari amici,</p>
<p>vi scrivo a titolo personale per comunicarvi che il mio servizio televisivo intitolato &#8220;Dopo Rosarno&#8221; messo in palinsesto all&#8217;interno della puntata di Protestantesimo (RAIDUE) di domenica 21 febbraio (repliche il 22 ed il 1 marzo), non andrà in onda.</p>
<p>La ragione è che l&#8217;ufficio legale della RAI ha valutato il servizio in contrasto con la normativa vigente relativa alla programmazione televisiva nel corso della campagna elettorale. In particolare una norma ammonisce le rubriche non giornalistiche &#8211; Protestantesimo è rubrica religiosa &#8211; a non affrontare temi collegati o collegabili alla campagna elettorale.</p>
<p>Pertanto il mio servizio &#8211; a quanto mi dicono decisamente apprezzato per qualità giornalistica e capacità d&#8217;inchiesta da parte della stessa direzione di rete non è andato in onda perché affrontava un tema &#8220;politico&#8221;.</p>
<p>Precisazioni di rito: nel programma non appariva alcun politico né alcun candidato ad alcuna carica; non esprimevo giudizi politici né su temi locali né nazionali. Semplicemente facevo parlare alcune persone e mostravo alcune immagini della realtà di Rosarno di oggi.</p>
<p>Ad esempio quelle delle ruspe della protezione civile che &#8220;bonificavano&#8221; &#8211; ed ancora una volta le parole sono pietre &#8211; l&#8217;area dell&#8217;ex Opera Sila dove negli ultimi anni si sono concentrati migliaia di immigrati. Le telecamere mostravano gli oggetti di vita quotidiana di migliaia di braccianti africani &#8211; quelli che la cronaca solitamente definisce &#8220;clandestini&#8221; &#8211; gettati dalle finestre e raccolti da una pale meccanica. Pezzi di vita dissacrati e gettati in una discarica insieme a mille speranze.</p>
<p>Mostravo anche le immagini della rivolta disperata seguita a due sparatorie che avevano portato in ospedale alcuni braccianti africani: li chiamerò così per restituire con il lessico quella dignità che la società e la politica hanno tolto loro. Brutte e tristi immagini di violenza, di chi non sa più distinguere tra il mafioso e la vittima della mafia, tra il rosarnese democratico e civile e quello che imbraccia il fucile per &#8220;andare a sparare ai negri&#8221;. Come in Alabama negli anni &#8216;30 e &#8216;40.</p>
<p>Inoltre raccoglievo delle testimonianze: quella del rosarnese furioso con i media per l&#8217;immagine che avrebbero dato della sua città, che testimonia con Indulgenza razzista che in fin dei conti chi ha sparato lo ha fatto &#8220;soltanto con fucili ad aria compressa, a pallini&#8230;&#8221;.</p>
<p>Raccontavo ovviamente anche l&#8217;altra Rosarno, quella che ha paura di se stessa. delle sue pulsioni razziste e violente e che prova a costruire un altro rapporto con i braccianti neri: Giuseppe ha una storia dolorosa alle spalle e, forse proprio per questo, ha tentato la strada del dialogo e dell&#8217;amicizia con gli immigrati. &#8220;Con loro ho vissuto il più bel capodanno della mia vita&#8221; affermava di fronte alle telecamere. E mi mostra un video girato con il telefonino in cui balla, canta e prega in mezzo a centinaia di amici africani.</p>
<p>Raccontavo anche la solidarietà delle chiese evangeliche della Calabria e della Sicilia che seguivano gli africani quando erano a Rosarno e cercano di farlo ancora oggi mentre sono in temporanea diaspora: da Siracusa ad Amsterdam, da Roma a Bergamo.</p>
<p>Il documentario proponeva anche le considerazioni tecniche di una sindacalista e di un economista &#8211; Tonino Perna &#8211; i quali descrivevano il sistema di sfruttamento della manodopera immigrata: 20-25 euro al giorno al meglio, senza contributi né assicurazioni. Un sistema &#8211; spiegava Perna &#8211; che si potrebbe trasformare, come ad esempio è accaduto nella vicina Riace, costruendo cooperative di consumo, accorciando la filiera dei passaggi di intermediazione, migliorando il prodotto ed aprendo nuovi mercati.</p>
<p>Un&#8217;altra Rosarno, insomma, è possibile. E &#8220;dopo Rosarno&#8221; non c&#8217;è solo violenza e disperazione ma anche un impegno e una speranza. Lo spiegava con parole teologicamente molto intense il pastore Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. E proprio per questo il 17 febbraio, ricordando le libertà civili concesse da Carlo Alberto ai valdesi, gli evangelici italiani hanno riflettuto anche di Rosarno, di quello che è successo e del futuro che si può provare a costruire.</p>
<p>Non so che cosa questo c&#8217;entri con le imminenti elezioni. Di Rosarno &#8211; ormai metafora de un&#8217;Italia incapace di gestire le immigrazioni &#8211; nessuno vuole parlare. So che la rubrica cattolica &#8220;A sua immagine&#8221;, solo qualche giorno fa era incappata nella stessa norma ma alla fine, grazie a un intervento del Quirinale, il servizio era andato in onda ugualmente. Protestantesimo ovviamente non ha analoghi sostegni istituzionali.</p>
<p>Concludento: il mio servizio voleva buttare un piccolo fascio di luce su questa realtà. Ma nell&#8217;Italia di oggi anche pochi minuti di una rubrica religiosa nascosta nelle pieghe più remote del palinsesto televisivo desta sospetti e si espone alle censure di chi controlla culturalmente e politicamente il sistema della comunicazione. Questa è l&#8217;Italia di oggi. Ed allora meglio guardare Sanremo ed abbandonarsi alle nostalgie patriottico nazionalistiche di Emanuele Filiberto. E tra poco ricomincia l&#8217;Isola dei famosi. Allegria! avrebbe detto il grande Mike.</p>
<p>Un caro saluto,</p>
<p>Paolo Naso</p>
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